

I creditori del mondo (FED, BCE, FMI etc..) assieme alle grandi banche d’affari (Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley, etc..) stanno scendendo in campo: “i debiti si devono far pagare (al popolo) e se non ci riescono i governanti che si facciano da parte, ci pensiamo noi”. L’assurda ascesa di un sistema finanziario inefficiente e dannoso che sta occupando il posto della politica.
Il sistema finanziario globale è andato in crisi già da tempo, ma stranamente più peggiora e più acquisisce potere. Condiziona la vita politica ormai di ogni paese. In alcuni casi, come in Italia e in Gracia, decide chi deve governare, nel senso che non sarebbe possibile eleggere un capo del governo che non sia a loro gradito.
Impongono il loro potere utilizzando le armi della finanza. Il tasso, lo spread, i derivati e la minaccia di non rinnovare il debito. Utilizzano le formule complicate dei prodotti finanziari derivati per mettere in crisi governi e istituzioni locali. Sorridono dell’ignoranza dei politici: ”è la finanza bellezza !”. Confezionano prodotti di investimento complessi per attirare i risparmi dei cittadini dove, non si sa perché, a guadagnare sono sempre “gli altri”.
Questo sistema finanziario impostato su un sistema di banche centrale di proprietà privata sta gestendo il mondo e lo fa senza averne chiesto la rappresentanza ai cittadini. E’ il governo dei creditori che, non ottenendo soddisfazione dai loro debitori, si appropriano dei beni e cominciano a gestirli. Sono governanti senza volto, che nessuno ha eletto.
Già nel ’800 Mayer Amschel Rotschild, fondatore della Dinastia dei Banchieri Rotschild, diceva: ”Datemi il controllo della moneta e poco mi importerà di chi farà le leggi”. Del significato di questa frase oggi ne abbiamo un assaggio drammatico.
Ma tutto questo non è accettabile almeno per tre motivi.
Il primo è che i creditori sono tali per effetto di un potere di creare moneta dal nulla e non perché particolarmente bravi nella raccolta del denaro. Un sistema bancario è sicuramente necessario al tessuto economico, soprattutto in qualità di collettore del risparmio e di ri-allocatore del capitale, ma non lo è in questa accezione moderna di “stampatore” di denaro. E’ fin troppo facile diventare il “creditore del mondo” essendo l’unico che può battere moneta, prestarla ai paesi e poi sindacare sul fatto che chi ha ricevuto i soldi non governa bene e quindi è ora che si faccia da parte. Il sistema banche centrali-stati sono un’unica cosa, il creditore e il debitore sono conniventi in quanto chi paga l’interesse è un terzo, il popolo. C’è sempre una differenza tra il popolo e il suo governo, i politici sono sempre la parte corruttibile del paese.
Il secondo è che non c’è mai un giustificato motivo per cedere la sovranità popolare. Anche se il creditore avesse ragione nel lamentare una cattiva gestione del proprio denaro (ma non ne ha perché connivente). In questo caso un “pignoramento” dei beni del debitore potrebbe avere anche un senso, e il debitore dovrebbe rimboccarsi le maniche per redimersi. Ma c’è una cosa che non può essere pignorata: la democrazia. O se non vogliamo usare questo termine ormai svuotato di significato, parliamo di sovranità popolare. Possiamo ipotecarci tutto ma non la nostra sovranità.
Il terzo è che: è già provato che il sistema finanziario è incapace di governare i popoli. La sua finalità è fare denaro, e lo fa molto bene, ma quando si mette in campo e detta legge chi ci va di mezzo è sempre l’economia dei cittadini. A tal proposito basti guardare la lista infinita di insuccessi del Fondo Monetario Internazionale. A riguardo c’è una lunga bibliografia. Gli stati che si sono assoggettati sono tendenzialmente sempre più debitori, insolventi e meno democratici.
Infine una riflessione generale: è più incapace un debitore che non riesce a rimborsare o un creditore che continua a prestare soldi a soggetti che non sono in grado di rimborsare ? Nella migliore delle ipotesi sono incapaci entrambi.
Le banche centrali continuano a prestare soldi agli stati, ma i debiti sovrani non sono redimibili, questo è chiaro a tutti. Crescono costantemente e il rimborso dei debiti vecchi è sempre fatto con l’emissione di debito nuovo. Questo è del tutto normale: tutto il sistema è basato sul debito. La moneta altro non è che debito tesaurizzato, cioè viene emessa moneta perché qualcun altro si impegna a rimborsarla. Peccato che produca interesse e il denaro per pagare l’interesse nel sistema non c’è, e dovrà essere creato generando altro debito.
Se qualcuno sorride pensando che la grande finanza sia tutto fuorché incapace (e forse non ha tutti i torti), allora l’unica alternativa è che sia in malafede. In entrambi i casi è un sistema dannoso.
La produzione dal nulla di denaro ha prodotto inflazione, cattiva allocazione dei capitali e innalzamento dell’azzardo morale dei grandi investitori. Tutto questo sta portando il mondo ad un collasso globale. Ed ora chi ha contribuito in maniera sostanziale a portarci fino a qui vorrebbe anche governare. No, chi governa deve avere un volto, e possibilmente dovrebbe essere anche capace, o in buona fede.
La ricetta di questo “governo dei creditori senza volto” è un farmaco dolorosissimo, fatto di abbassamento dei redditi, tagli alle spese e innalzamento delle tasse (vedi i più recenti interventi in Grecia). Non c’è alcuna possibilità che questa cura possa funzionare in quanto deprime la domanda aggregata di cui ogni economia ha bisogno, perpetua il debito e impedisce che l’economia locale ristabilisca i propri equilibri commerciali. E’ il classico farmaco che causa la malattia anziché curarla. Il risultato sarà un indebolimento della sovranità popolare e una minore prosperità economica.
A tutto questo dobbiamo opporci. Il risanamento del paese, e in generale del mondo globale, non passa per un governo di chi detiene i crediti, ma da una riforma di questo sistema perverso basato sul debito.
